Addio a Tinto Brass, il regista de La chiave aveva 93 anni
Tinto Brass è morto a Roma il 4 novembre a 93 anni. Dalla Cinémathèque e da Rossellini a La chiave, il ritratto di uno dei registi più discussi del cinema italiano.

Tinto Brass, all'anagrafe Giovanni Brass, è morto mercoledì 4 novembre 2026 a Roma, intorno alle 10.30. Aveva 93 anni. A dare l'annuncio sono stati la moglie Caterina Varzi e i figli Bonifacio e Beatrice, che hanno fatto sapere che i funerali si terranno in forma strettamente privata.
Dalla Cinémathèque al set con Rossellini
Nato nel 1933 e legato per tutta la vita a Venezia, la città in cui è cresciuto, Brass si è formato a Parigi negli anni Cinquanta, dove lavorava come archivista alla Cinémathèque française. Nello stesso periodo è stato aiuto regista di Roberto Rossellini sul set de Il generale Della Rovere, uscito nel 1959.
Il debutto dietro la macchina da presa è arrivato nel 1963 con Chi lavora è perduto, conosciuto anche come In capo al mondo, un esordio che si scontrò subito con la censura. Nella prima parte della carriera il regista ha firmato film lontani dal genere che lo avrebbe reso popolare, come Col cuore in gola, del 1967, e La vacanza, del 1971, indicato come l'ultimo dei suoi titoli non erotici.
Da Io, Caligola a La chiave
Tra i progetti più discussi c'è Io, Caligola, ambientato nell'antica Roma, con un cast che comprendeva Malcolm McDowell e Peter O'Toole. La vera svolta è però arrivata nel 1983 con La chiave, il film che ha aperto la lunga stagione dedicata all'erotismo, il filone al quale il nome di Brass è rimasto legato per oltre vent'anni.
In quegli anni sono arrivati, tra gli altri, Miranda, Capriccio, Paprika, Così fan tutte e L'uomo che guarda, seguiti da Fermo posta Tinto Brass nel 1995, Monella nel 1998 e Senso '45 nel 2002. L'ultimo lungometraggio è stato Monamour, del 2005.
Un autore che ha diviso il pubblico
Con la sua scomparsa se ne va uno dei registi più discussi del cinema italiano del secondo Novecento: per alcuni un autore libero e provocatorio, per altri un nome legato soprattutto allo scandalo. Resta una filmografia ampia, che parte dall'apprendistato accanto ai maestri del dopoguerra e arriva fino al cinema popolare degli anni Novanta e Duemila.
Fonti: ANSA, Tgcom24, Il Fatto Quotidiano






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